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 Redazione di Bari
 

Bari - Sicurezza dei medici: ecco i provvedimenti di Policlinico e ASL Bari

20/04/2017

Vitangelo Dattoli, Direttore Generale della ASL Policlinico di Bari e Vito Montanaro, Direttore Generale della ASL Bari si sono confrontati ieri con i rappresentanti dell’Ordine dei medici di Bari in un incontro convocato presso la sede dell’OMCeO per discutere della sicurezza dei medici e del personale sanitario negli ospedali e nelle strutture territoriali.

Per far fronte alle criticità relative alla sicurezza, il Policlinico ha individuato le aree problematiche – Pronto soccorso, Psichiatria, Cup e Centro prelievi – agendo contemporaneamente su logistica, raddoppio della vigilanza e regolamento interno per la denuncia.

Al Pronto soccorso è stata raddoppiata la vigilanza, così come a Psichiatria, dove a seguito di un accoltellamento è stato anche creato un percorso di sicurezza, con la creazione di una “camera calda” di contenimento con sistemi antifuga.

Anche Cup e Centro prelievi sono stati dotati di vigilanza. Inoltre, la stazione dei carabinieri di via Campione si trasferirà a breve all’interno del Policlinico, costituendo di fatto un presidio di controllo.

Tutti questi provvedimenti hanno consentito di ridurre in modo rilevante il numero degli episodi di violenza, che – sottolinea Dattoli – vengono sempre denunciati grazie all’adozione di un protocollo interno secondo il quale il dirigente medico come addetto di pubblico servizio viene equiparato al pubblico ufficiale. In questo modo la segnalazione di aggressione fa scattare automaticamente e in modo tempestivo la denuncia da parte della Direzione Generale. Permane qualche area sommersa in relazione alle aggressioni verbali, che talvolta non vengono segnalate, ma che generano comunque un clima di insicurezza tra gli operatori.

Anche al San Paolo e all’ospedale di Altamura – racconta Montanaro – si sta provvedendo a raddoppiare la vigilanza al Pronto soccorso. Inoltre, la ASL Bari ha presentato alla Regione una scheda per i fondi FESR che riguarda, oltre alla messa in sicurezza delle postazioni di continuità assistenziale, anche quella per 118 e Pronto soccorso. Guardia medica e continuità assistenziale rappresentano un’urgenza su cui la ASL vorrebbe avviare immediatamente i lavori, dato che si è conclusa la verifica delle postazioni.

Al momento si sta procedendo ad affidare progetti di messa in sicurezza dei luoghi su tutte le sedi che lo richiedano. Si sta inoltre procedendo a mettere insieme 118 e continuità assistenziale, in modo da evitare il più possibile l’isolamento della guardia medica e a provvedere le sedi di teleallarme collegato direttamente alle centrali dei Carabinieri operative h24. Più problematico sarebbe allocare la continuità assistenziale accanto alle sedi delle forze dell’ordine.
Per questo il progetto complessivo di revisione dell’emergenza-urgenza – racconta sempre Montanaro – prevede una rete che renda continuo e coerente il servizio della continuità assistenziale e del pronto soccorso, con un sistema di movimento delle ambulanze a scacchiera che consentirebbe alla guardia medica di non rimanere mai isolata.

Filippo Anelli, Presidente dell’Ordine ha chiesto la collaborazione dei due Direttori per avviare un’indagine conoscitiva attraverso questionari da distribuire ai medici per rilevare criticità e sicurezza percepita da parte del personale sanitario ed ha espresso la propria preoccupazione per la mancata denuncia di molti episodi che rischia di far sottostimare la gravità del fenomeno.


“Abbiamo avuto una prima, importante risposta alle nostre preoccupazioni sulla sicurezza – dichiara Anelli – Certo, non avremo risposte definitive se non con una revisione complessiva del sistema di emergenza e continuità assistenziale a livello regionale, con una collaborazione diretta anche dei sindaci. E speriamo che la Regione istituisca presto l’Osservatorio sulla sicurezza che ha promesso. Nel frattempo come Ordine continueremo a monitorare il fenomeno attraverso il nostro Osservatorio interno e la ricerca che avvieremo tra i medici grazie alla collaborazione della ASL Policlinico e di ASL Bari.”

 

 
 

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