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 Redazione di Bari
 

Brindisi - Un altro incendio nella riserva di Torre Guaceto, a poco meno di un anno dall’ultimo.

11/07/2018

Questa volta le fiamme hanno divorato una vasta porzione del canneto che caratterizza l’area a monte della strada statale 379, come già accaduto nell’agosto 2017.
L’allarme è scattato intorno alle 15. Il personale del Consorzio di Gestione dell’area protetta stava svolgendo l’attività di monitoraggio abituale, quando l’attenzione di un’unità è stata attratta da una densa coltre di fumo.
Arrivati sul posto, gli uomini di turno hanno scoperto che le fiamme stavano divorando il canneto. Sul posto c’erano alcune persone, braccianti, che, secchi d’acqua alla mano, stavano cercando di domare il rogo. Alla vista del personale del Consorzio, questi sono scappati via.
Immediata la richiesta di aiuto inoltrata ai vigili del fuoco. L’intervento è stato tempestivo. E nel giro di poco, si è scoperta l’origine del rogo: alcuni contenitori e bottiglie di plastica verosimilmente dati alle fiamme.
L’ipotesi è che le persone fuggite al sopraggiungere del personale dell’ente gestore stessero distruggendo rifiuti in plastica con l’impiego del fuoco e che questo si sia propagato fino a sfuggir loro di mano.
Continuano le operazioni dei vigili del fuoco sul posto. Si attende la stima dei danni subiti.
Il presidente del Consorzio, Mario Tafaro ha dichiarato: “Gli autori di questo incendio, volontari o involontari che siano, non si rendono conto che con le proprie azioni hanno distrutto parte della propria ricchezza, andando a minare il patrimonio naturalistico di Torre Guaceto. La follia umana non ha limiti”.

 

 
 

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