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 Redazione di Bari
 

5 dicembre - La luna adesso: il nuovo romanzo di Pierluigi Mele per i 25 anni di Liberrima a Lecce

05/12/2018

LA LUNA ADESSO: IL NUOVO ROMANZO DI PIERLUIGI MELE PER I 25 ANNI DELLA LIBRERIA LIBERRIMA A LECCE

Concerti, presentazioni, incontri per piccoli lettori, dj set, degustazioni: sino al 9 dicembre, Liberrima in Corte dei Cicala a Lecce festeggia i suoi 25 anni con un ricco programma di appuntamenti, con il patrocinio del Comune di Lecce. Mercoledì 5 dicembre (ore 18 - ingresso libero) anteprima per "La luna adesso", nuovo romanzo dello scrittore salentino Pierluigi Mele (Lupo Editore) che dialogherà con Augusta Epifani.

Pierluigi Mele, dopo il fortunato “Da qui tutto è lontano”, torna al romanzo con una storia intensa e coinvolgente. Approfondendo temi a lui cari, quali la solitudine e la memoria, l’autore ci conduce stavolta lungo una storia, quella dell’Alzheimer, trattata con profonda discrezione. Il racconto sonda, infatti, i rapporti che intercorrono tra i protagonisti del romanzo e la memoria. Perché la malattia ha questa forza, se così si può dire: ci costringe a fare i conti con noi stessi. La scienza lo conferma: alla malattia della memoria, sopravvive una sorta di nocciolo dell’amore, in grado di resistere al tempo e alla fine. La storia si snoda tra Porto Selvaggio, la Sicilia e l’Africa. Attraverso flussi temporali e narrativi che riportano ai salti della memoria “ammalata”. Pierluigi Mele è nato in Svizzera e vive nel Salento. Mette in scena spettacoli teatrali in armonia tra racconto e danza. Ha pubblicato i libri di poesia "Lavare i fuochi" (1995), "Tramontalba" (2003), "Ho provato a non somigliarti" (Lupo Editore, 2011) e il romanzo "Da qui tutto è lontano" (Lupo Editore, 2009).

Il protagonista del libro è Mimmo, un editore sconfitto e visionario. Con la madre trascorre una notte ai piedi del mare. Un’atmosfera di quiete su cui veglia la memoria. È lui a evocare le stagioni di una vita familiare imperfetta, scandita in sequenze fluttuanti fra la tenerezza e un’ironia malinconica, serena. Rita, la madre, tace al suo fianco. Da tempo è malata di Alzheimer, eppure sorride. Sembra che tutto le sia chiaro da sempre. L’abbandono è il filo rosso che la separa dai personaggi della storia, ma è soprattutto il magnete che li attrae, pagina dopo pagina. «Poi un giorno succede, di ritrovarsi così vicini senza averlo imparato». La condizione materna consegna al figlio una lente focale con cui fare luce sui legami, aperti al quotidiano e al desiderio. Niente prevale nella rifrazione. Reale e stupore si bilanciano, in questo che è il romanzo di un amore. Di un uomo assente e di una donna alla quale la malattia non ha rubato il suo uomo. Lo stile nitido e potente, l’intensità del racconto in resa diretta liberano immagini liriche dove non c’è spazio per il superfluo. Le parole danzano in cerchio e rilasciano il sapore pieno della scrittura, come se dopo un lungo viaggio ci restasse, per mano, il bene essenziale da cui eravamo fuggiti.

 

 
 

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