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 Redazione di Bari
 

Milano - Onda promuove il diritto e il valore dell’informazione al paziente

06/12/2018

Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, si impegna per una corretta informazione al paziente che passa attraverso la comunicazione con il medico. Pubblicato l’opuscolo informativo “L’informazione del paziente, tra diritto e valore” con focus sui farmaci generici e biosimilari

Milano, 5 dicembre 2018 - “Quando un paziente è correttamente informato, si cura meglio e impiega al meglio le risorse sanitarie in termini di servizi e di spesa farmaceutica, innescando un processo virtuoso a vantaggio dell’intero sistema e della collettività”, sostiene Francesca Merzagora, Presidente di Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere. “Alla base di una corretta informazione del paziente però non ci sono dottor Google o i consigli dei seppur ben intenzionati amici, ma una buona comunicazione tra medico e paziente, essa stessa da considerarsi tempo dedicato alla cura”.
Per promuovere una corretta informazione del paziente, intesa al tempo stesso come diritto giuridicamente sancito e come valore individuale e sociale, Onda ha pubblicato l’opuscolo “L’informazione al paziente, tra diritto e valore”, con il contributo incondizionato di Roche, disponibile on line sul sito www.ondaosservatorio.it. La corretta informazione attraverso la comunicazione medico-paziente ha da sempre rivestito un ruolo cruciale nell’attività clinica, ma oggi, nel vasto panorama di opzioni terapeutiche disponibili, che comprende anche farmaci generici e biosimilari, è ancor più importante al fine di promuovere la continuità delle cure e l’aderenza terapeutica.
“Secondo i dati di recenti indagini condotte da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato solo la metà dei medici dichiara di accertarsi che il proprio assistito abbia compreso le indicazioni su terapie e percorso di cura e delle sue eventuali difficoltà economiche; per un terzo invece non è prioritario informare su alternative terapeutiche o sull’esistenza di farmaci equivalenti o biosimilari”, prosegue Merzagora. “I pazienti d’altro canto hanno una conoscenza scarsa riguardo al farmaco biosimilare: solo il 9% sa la differenza tra biologici e biosimilari, mentre il 41% non ha la minima idea di cosa sia un biosimilare”.
La pubblicazione di Onda offre uno spazio di approfondimento sul tema farmaci biologici e biosimilari, prendendo spunto da tre documenti pubblicati, rispettivamente, da AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), dalle Società Scientifiche (AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica, SIF – Società Italiana di Farmacologia, SIFO – Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie, CIPOMO – Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri) affiancate dai pazienti oncologici che fanno riferimento alla Fondazione AIOM e da Farmindustria, voce delle aziende farmaceutiche. I tre position paper condividono la necessità di affidare esclusivamente al giudizio clinico e dunque al medico prescrittore la scelta rispetto al tipo di farmaco (biologico di riferimento vs biosimilare), valorizzando il coinvolgimento attivo del paziente che deve essere sempre correttamente informato sulle motivazioni della decisione terapeutica.

 

 
 

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