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 Redazione di Bari
 

Bari - L’imbarcazione “Kalimchè” dal traffico di migranti al recupero di minori sottoposti a misure penali

11/07/2019

Il progetto, realizzato dall’APS ‘Marcobaleno’ e dal Centro per la Giustizia Minorile per la Puglia e la Basilicata, è uno dei vincitori del bando Orizzonti solidali della Fondazione Megamark

Al varo dell’imbarcazione ha preso parte anche Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera

Bari, 11 luglio 2019 – Si chiama “Kalimchè” ed è l’imbarcazione confiscata alla criminalità organizzata, utilizzata per il traffico di esseri umani da Bodrum a Otranto, concessa dal Ministero della Giustizia per le attività di ri-abilitazione dei giovani in situazione di disagio; dopo quasi un anno di lavoro il Centro per la Giustizia Minorile per la Puglia e la Basilicata ha varato oggi l’imbarcazione con un evento inaugurale alla darsena Mar di Levante, all’interno del porto di Bari.
Il progetto, dal nome “Il Cantiere d’Amare”, è stato realizzato dall’associazione di promozione sociale ‘Marcobaleno’ di Bari ed è vincitore dell’edizione 2018 del concorso ‘Orizzonti solidali’, promosso dalla Fondazione Megamark e realizzato in collaborazione con i supermercati A&O, Dok, Famila.

All’evento, realizzato il contributo della Francesco Divella Spa e del Panificio F.lli Di Gesù, ha preso parte anche Don Luigi Ciotti, fondatore di ‘Libera, nomi e numeri contro le mafie’.

L’iniziativa, che ha coinvolto otto minori sottoposti a misure penali o in carico ai servizi di comunità del Comune di Bari, ha previsto, in una fase iniziale, un percorso di formazione seguito da una seconda fase di restauro degli interni dell’imbarcazione; il progetto è stato realizzato con il contributo dei tecnici della scuola di vela e nautica Mar di Levante Srl e il sostegno degli educatori e degli assistenti sociali del Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità di Bari. Grazie all’intervento di manutenzione ordinaria e di ripristino della piena funzionalità dell’imbarcazione, ‘Kalimchè’ potrà riprendere il mare e svolgere diverse attività, didattiche e socio-educative, previste sia dal progetto ‘Il Cantiere d’Amare’ che dall’iniziativa Bari Social Boat, frutto della collaborazione fra il Centro Giustizia Minorile per la Puglia e la Basilicata e l’assessorato al Welfare del Comune di Bari.

«Questo progetto, realizzato con l’edizione 2018 di ‘Orizzonti solidali’ – ha commentato Daniela Balducci, portavoce della Fondazione Megamark – ci ha colpito sin da subito, perché coniuga una finalità socio-economica, la necessità di dare nuova vita a un bene confiscato alla criminalità, con una finalità socio-educativa, la possibilità di dare un’opportunità di crescita e di sviluppo a dei ragazzi in una situazione di disagio. Il recupero e la valorizzazione di un bene confiscato è uno strumento di forte impatto nella lotta alle mafie, su piano culturale, economico e di consenso sul territorio e la Fondazione Megamark, molto sensibile a questo tema, non poteva non offrire il suo contributo. L’auspicio è che questo progetto possa diventare un esempio da seguire per altre iniziative sul territorio».

«Il varo di ‘Kalimchè’ – ha spiegato Francesco Partipilo, presidente dell’APS Marcobaleno - rappresenta un risultato concreto e simbolico allo stesso tempo, poiché conferma l’efficacia della collaborazione tra le istituzioni e gli attori del privato sociale che, sul territorio, sono sensibili al disagio dei giovani e delle loro prospettive di reinserimento sociale. La presenza di Don Luigi Ciotti attribuisce un maggiore significato all’evento, quale testimonianza del valore simbolico del passaggio della “Kalimchè” da strumento del crimine a mezzo di recupero dei minori e la loro restituzione ad una cittadinanza attiva».

Il Dirigente del Centro Per la Giustizia Minorile di Bari, Giuseppe Centomani, ha sottolineato che «l’evento odierno dimostra che, quando un territorio si muove come sistema, condividendo obiettivi e progetti, si producono risultati a volte inaspettati. Il senso di questa operazione è sintetizzabile nello slogan “un’altra vita è possibile”, che vale sia per i ragazzi dell’area del disagio e della devianza, ai quali si offre una chance concreta di ri-abilitazione, per valorizzare le proprie risorse e acquisire il ruolo di cittadini attivi e responsabili; sia per i beni confiscati, altrimenti destinati alla demolizione. ‘Kalimchè’, in tutte le sue attività, sarà un simbolo di riscatto e legalità»

 

 
 

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