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 Redazione di Bari
 

Bari - Trovato con 60 chili di ‘cetrioli di mare’, duemila euro di multa e denuncia ad un pescatore subacqueo

14/08/2019

Nel corso delle attività di vigilanza e controllo condotte dagli ispettori del 6° Centro di Controllo Area Pesca della Direzione Marittima - Guardia Costiera di Bari, volta alla repressione delle attività di pesca di frodo, i militari hanno sequestrato più di 60 chili di oloturie o cetrioli di mare, riconosciuta quale specie marina protetta, per il quale ne è quindi vietata la pesca, la detenzione e lo sbarco.

L’accertamento è stato condotto nella notte durante un’attività di pattugliamento lungo il litorale a sud di Bari, in località San Giorgio, circostanza in cui veniva monitorato un sub che svolgeva attività di pesca subacquea sportiva, con le bombole ed in orari non consentiti, a poche decine di metri dalla costa.

Il controllo, esteso anche al natante di appoggio del pescatore sportivo, ha consentito di rinvenire a bordo un ingente quantitativo della specie protetta “holothuroidea”, sicuramente destinata all’ estero perché ritenuta, soprattutto nei mercati orientali, una specie particolarmente prelibata.

Il trasgressore è stato denunciato, in concorso con il complice, all’Autorità Giudiziaria ed inoltre a carico del sub sono state comminate sanzioni amministrative che ammontano a duemila euro.

Inoltre, dopo aver sequestrato i cetrioli di mare, i militari hanno provveduto a rigettarli immediatamente in mare, essendo ancora vivi. Sequestrata anche tutta l’attrezzatura subacquea adoperata dal trasgressore.

Gli organismi di questa specie, sono stati sottoposti a tutela con il Decreto Ministeriale del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del 27 febbraio 2018, in quanto le ricerche scientifiche, condotte proprio nelle nostre acque, ne hanno dimostrato il ruolo fondamentale nell’ecosistema marino, per quanto riguarda in particolare, l’ossigenazione ed il riciclo di sostanze organiche nell’ambiente in cui essi vivono. La pesca indiscriminata della specie, già massivamente effettuata, frutto di lauti guadagni (basti pensare che un solo chilogrammo di prodotto può arrivare a fruttare sino a 100 euro di profitto), la pone seriamente a rischio di estinzione, con gravissime conseguenze per l’ambiente marino.

Tale attività rientra nell’ambito della più vasta azione di vigilanza e controllo che la Guardia Costiera espleta senza soluzione di continuità, a tutela del consumatore finale e soprattutto dell’habitat marino e costiero.

 

 
 

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