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 Redazione di Bari
 

Lucera (Foggia) - Presentati lo spot e il programma del XVII Festival della Letteratura Mediterranea

11/09/2019

“L’agitazione che intendiamo è positiva. La riflessione su di essa indica un’opportunità: varcare la soglia di casa, uscire per tessere relazioni, ritrovare una comunità”, spiegano gli organizzatori.
Spettacolo di punta imperdibile sarà l’opera-oratorio “Napucalisse” del poeta e attore Mimmo Borrelli.

Stato Privato di Agitazione, 20 – 22 settembre 2019, Lucera (Fg).
È stato presentato ieri in conferenza stampa, al Cineporto di Foggia, il XVII Festival della Letteratura Mediterranea in programma a Lucera dal 20 al 22 settembre. Il titolo della nuova edizione, organizzata dall’associazione Mediterraneo è Cultura, è Stato Privato di Agitazione. Un nome che nasce anche dalla lettura di autori del passato più o meno recente, che in momenti cruciali della storia del Paese, operando ognuno dal proprio luogo o condizione, hanno saputo interpretare il sentire più profondamente umano e popolare. Gli “influencer” – ospitati idealmente a Lucera in questi giorni – sono Rocco Scotellaro, Beppe Fenoglio, Tommaso Fiore, Antonio Gramsci e Alessandro Leogrande; loro sono gli intellettuali le cui pagine hanno ispirato il tema scelto quest’anno.
«La difficoltà estrema di lavorare a un festival di contenuti oggi, in questo luogo, ci ha spinto spesso a rivolgerci a voci del passato. Sentiamo che c’è un problema nel nostro Paese, ci sono pochi intellettuali cui fare riferimento. Quando viviamo momenti di smarrimento privati ci rivolgiamo a questi scrittori del passato, che appartengono prevalentemente al Sud Italia», ha affermato Maria Del Vecchio, presidentessa dell’Associazione Mediterraneo è Cultura e organizzatrice artistica del Festival insieme ad Annarita Favilla.
«In questo momento è necessario difendere gli spazi di riflessione comune e aprirli a un pubblico più vasto. Le parole sono fatte per prendere corpo e camminare, dai libri verso le persone, anche verso quelle che hanno meno possibilità di coglierle. Il nostro programma riflette un tipo di “agitazione” positiva, che mira a costruire e tessere relazioni», hanno spiegato gli organizzatori.
Questo tipo di agitazione è il filo rosso che unisce e tiene in vita il programma proposto. Gli ospiti di questa edizione – un po’ come lo erano i cinque “buoni maestri” – sono tutti “agitatori culturali”, “azionisti della cultura”, come li ha definiti Annarita Favilla – vicepresidente dell’associazione – che ha detto: «anche loro, come noi, concepiscono la cultura come agitazione privata. Sono poeti, scrittori, attori che lavorano sulle parole e sulla lingua (o lingue) che parlano, che agiscono nei luoghi in cui vivono; non sono soltanto autori ma persone che fanno la letteratura. Ecco, anche noi concepiamo il Festival come uno spazio dove si agisce, dove qualcosa accade».
Lo spot presentato in conferenza stampa racconta proprio questa idea: «Sentiamo che le voci ci sono, più o meno agitate, le abbiamo raccolte camminando per le strade che abbiamo percorso fin da bambini» – recita il testo che accompagna il video – «L’agitazione privata può diventare azione comune, condivisa, se si riesce ad osservarla con sguardo profondo. La letteratura, le arti, la cultura aiutano in questo, a far (ri)affiorare una visione d’insieme. Nominiamo il nostro stato d’animo, andiamo alla ricerca delle parole per dirlo. Non lasciamolo chiuso in casa».
IL LINK DELLO SPOT DELLA XVII EDIZIONE
Evento di punta della programmazione sarà lo spettacolo teatrale di chiusura di e con Mimmo Borrelli, che prima di essere attore è poeta e drammaturgo, con alle spalle anni di ricerca sulle tradizioni popolari e un lavoro sulla lingua (italiana e napoletana) che gli hanno restituito uno stile preciso e inconfondibile. Borrelli ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Ubu (per “La cupa” quale migliore novità italiana e migliore regia dell’anno 2018) e porterà in scena al Teatro Garibaldi di Lucera la sua sorprendente opera-oratorio “Napucalisse”, musicata dal vivo da Antonio della Ragione. Sarà possibile prenotare il posto in teatro a partire dal 15 settembre, presso l’Info Point del Festival (in Piazza Nocelli a Lucera, h 19 – 21.30).
Non mancherà, in continuità con la scorsa edizione, la poesia con uno Slam Poetry (gara di poesia orale in cui a giudicare sarà il pubblico) condotto da Marko Miladinovic. Poeta, artista visivo, performer, mediatore di eventi culturali, Marco cura e organizza il Ticino Poetry Slam e la rassegna ZUGZWANG POESIA! Al Festival Miladinovic proporrà anche una performance dal titolo “Stand up poiesis” e dialogherà sul tema Poesia & Conflitto con Cristina Carlà, interprete, scrittrice e appassionata di teatro, e Julian Zhara, poeta, performer e organizzatore di eventi culturali, uno tra tutti il festival di poesia orale e musica digitale “Andata e Ritorno”.
Anche quest’anno il Festival si avvale di una “direzione artistica diffusa”. Gli organizzatori infatti hanno scelto di affidare alcuni incontri a Valerio Millefoglie, scrittore e giornalista culturale, ma anche performer e musicista, firma d’interessantissimi reportage narrativi sul Venerdì della Repubblica e altre testate. Valerio curerà la realizzazione di un audiodocumentario con le voci di migranti e abitanti del territorio e l’incontro “Scrittura & Lotta” in cui dialogherà con Cecilia Dalla Negra, giornalista indipendente che da anni si occupa di movimenti femminili e giovanili in Medio Oriente, in particolare in terra di Palestina, sulla cui storia ha pubblicato un reportage narrativo che sta avendo numerosi riconoscimenti, e Yvan Sagnet, tra i fondatori dell’associazione internazionale anti-caporalato NO-CAP. Nel 2011 Sagnet è stato il portavoce durante lo sciopero dei braccianti contro i caporali e gli imprenditori agricoli alla masseria Boncuri di Nardò; lo scioperò durò un mese e la sua lotta portò all’introduzione in Italia del reato di caporalato e al primo processo in Europa sulla riduzione in schiavitù (concluso con la condanna a undici anni di reclusione (ciascuno) di dodici imprenditori e caporali).
Un tassello importante del Festival – introdotto per la prima volta lo scorso anno – sarà Il Rito, affidato alla cura di Marco Terenzio Barbaro: un momento intimo e magico che attraverso nenie, canti antichi e “parole macigno”, vuole celebrare il legame con il passato e il senso di comunità, dando valore all’identità fondata sullo scambio di conoscenze. Tutte le serate prevedono, a fine incontri, un Dopofestival a cura di Pierluigi Vannella: condito da musica e performance open mic, è stato inserito quest’anno in programmazione ma nasce dall’esperienza degli anni scorsi; rappresenterà un ulteriore spazio di confronto tra il pubblico e gli ospiti e prenderà vita nel Vecchio Parco della Villa Comunale.
A promuovere la cultura sul territorio, insieme al Festival della Letteratura Mediterranea, ci sono la Regione Puglia, il Comune di Lucera, la Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e il Club per l’Unesco di Lucera.
Presenti alla conferenza anche il prof. Roberto Lavanna della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, il prof. Giovanni Calcagnì presidente del Club per l’Unesco di Lucera e numerosi supporter che ogni anno rendono possibile la realizzazione del progetto.
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