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 Redazione di Bari
 

08/02/10

Bari - Stefŕno: l’agricoltura č al centro delle politiche di governo di questa giunta regionale

“Non intendo in alcun modo alimentare la polemica politica da campagna elettorale sui temi dell’agricoltura pugliese. La mia cultura moderata non si piega alla esplosione del clima elettorale.

Gli argomenti della polemica che qualcuno vuole riavviare sono ormai logori, per averli affrontati più volte anche con il Ministro Zaia, da me invitato senza esito ad un faccia a faccia. La spesa attualmente sviluppata dalle singole Regioni và posta in relazione alla data di approvazione dei singoli PSR (per la Puglia a febbraio 2008) ed al periodo di programmazione 2007–2013 che non finisce con la campagna elettorale. Mi conforta in queste considerazioni il confronto con altre Regioni d’Italia e se guardo al Veneto, per esempio, che rispetto a realtà come la Puglia ha goduto di un intervallo temporale più lungo, avendo registrato l’approvazione definitiva nel 2007, vedo che non evidenzia performance migliori (circa il 5%).

Spero però che questa nuova tentata polemica ci consenta di chiarire definitivamente che i dati della Puglia sono in linea con la dinamica nazionale. Per una semplice ragione: la congiuntura internazionale tanto negativa provoca un inevitabile “affaticamento” dei processi di investimento per interventi strutturali.

Il PSR Puglia 2007-2013, approvato solo nel 2008, ad oggi ha attivato il 72 % delle misure previste e messo a bando risorse pubbliche per oltre 940 Meuro, pari ad oltre il 60% del totale delle somme disponibili sino al 2015. Come pure, volendo dare uno sguardo al passato, con il POR Puglia 2000-2006 - Fondo Feoga, la Regione Puglia ha erogato risorse alle imprese agricole e di trasformazione consentendo il raggiungimento di un tetto finale di spesa al 30 Giugno 2009 pari a 905 Meuro, corrispondente al 111,30% della disponibilità finanziaria. E potrei continuare.

Mi fermo invece perché gli agricoltori pugliesi sanno bene l’entità dell’impegno che questo governo regionale ed io personalmente abbiamo messo in campo, avendoli incontrati in questi mesi, da quando sono assessore, quasi tutti giorni. Con loro mi sono confrontato sul difficile momento che sta attraversando il settore e ho condiviso le azioni da mettere in campo con il nostro bilancio regionale che si è fortemente caratterizzato in tema agricolo, ma anche nei confronti del Governo nazionale che, invece sino ad ora, si è dimostrato sordo a qualsiasi richiesta di buon senso (non solo della Puglia ma di tutte le regioni italiane).

Anche alla emissione del decreto sul riconoscimento dello stato di crisi che come Giunta regionale pugliese abbiamo dichiarato sin da novembre 2009.

Gli agricoltori sanno quanto abbiamo lavorato per costruire un percorso che possa aiutare il comparto agroalimentare ad affrontare con una nuova dignità ed una nuova ambizione l’attuale crisi ed il futuro che ci aspetta. Sanno gli agricoltori, quanto ho preso a cuore le questioni importanti in tema di agricoltura, perché ne abbiamo discusso insieme ed abbiamo condiviso il da fare. Così come sanno che gli ultimi bandi del Psr pubblicati ad ottobre scorso, hanno messo a disposizione delle legittime ambizioni di crescita ed ammodernamento di imprese, operatori, dell’intero comparto agroalimentare e rurale pugliese ulteriori 660 milioni di euro, che hanno definitivamente eliminato il rischio di disimpegno della spesa. Eventualità questa che, in chiave elettoralistica, forse avrebbe fatto gioire qualcuno, perché dato un argomento “facile” per la campagna elettorale.

Avrebbe fatto gioire anche l’On.le Lazzari che improvvisamente si dichiara disposto a discutere di agricoltura pugliese e solo oggi si accorge di un settore in crisi. Avrei gradito il suo supporto quando mi sono battuto con Zaia per le ragioni della nostra Puglia, come pure lo gradirei ancora oggi se si vorrà spendere affinché il governo nazionale mantenga l’impegno assunto con tutte le Regioni italiane per un Piano di interventi straordinari per l’agricoltura. Un piano che gli agricoltori pugliesi attendono invano da novembre 2009”.

 

 
 

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