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 Redazione di Bari
 

Bari - OLANDA - SUD ADRIATICO - TRASPORTO INTERMODALE: ATTENZIONE PER L’IMMEDIATO FUTURO

16/09/2010

L’esperienza degli altri



«In Olanda non c’è una politica che favorisca una modalità di trasporto rispetto ad un’altra. Di volta in volta si sceglie quella più vantaggiosa, in cooperazione con i paesi con cui effettuare collegamenti, per risolvere ogni problema. Concretamente, si punta al meglio per tutti».

Ha esordito così Hinne Groot, componente del Consiglio Direttivo del Corridoio Ferroviario Rotterdam-Genova del Ministero dei Trasporti dell’Olanda, in apertura dei lavori della tavola rotonda, alla sala convegni del Cineporto, sul tema: “Innovazioni nel trasporto intermodale e autostrade del mare”.

Al centro del dibattito, l’esperienza olandese nel settore dei trasporti intermodali per vedere come avvantaggiarsi della loro consolidata competenza nel settore, condividerne le migliori pratiche ed individuare le possibilità di collaborazione. Attualmente, gli unici collegamenti intermodali tra Italia e Olanda riguardano l’alto Adriatico mentre il Sud d’Italia è raggiunto solo attraverso collegamenti indiretti.

Lo sviluppo di tali corridoi commerciali, però, non può avvenire senza il parallelo sviluppo di corridoi politici tra i Paesi interessati. Come ha evidenziato l’amministratore delegato di Rete Autostrade Mediterranee, Tommaso Affinita, il “corridoio adriatico” non gode dello stesso sviluppo logistico del “quadrato tirrenico”.

«Occorre lavorare – ha osservato Affinita – sulle opportunità che il “corridoio adriatico” possiede e che si intersecano con il Corridoio 8 e con l’asse Lisbona-Lione-Kiev- Occorre snellire - ha aggiunto - l’iter organizzativo per favorire un’integrazione euro-mediterranea».

Fra l’altro, il domani non è roseo secondo il Vice Presidente Infrastrutture di Confindustria, Cesare Trevisani. Al massimo, entro cinque anni, l’aumento del prezzo del petrolio (oltre cento dollari), la salvaguardia ambientale, l’entrata sul mercato dei paesi in via di sviluppo incideranno notevolmente sul settore. Ha, pertanto, sollecitato l’avvio di una programmazione economica che tenga conto di questi aspetti determinanti: «Dobbiamo essere pronti – ha affermato Trevisani - ad intervenire su questi fattori critici introducendo mezzi di trasporto che consumino meno come treni e macchine elettriche».
(e.a/ta)

 

 
 

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