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 Redazione di Bari
 
Immagine: © Marisa Della Gatta

Bari – Il trailer del documentario sul 'Bombardamento del porto del 2 dicembre 1943'

30/11/2010

Presentato stamattina nella sala consiliare del Comune di Bari, il trailer del documentario dal titolo “Il bombardamento del porto di Bari del 2 dicembre 1943”, in ricordo della tragedia avvenuta nel capoluogo pugliese alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Il lungometraggio, promosso da Francesco Morra della SD Cinematografica di Roma – una società che realizza documentari naturalistici, avventurosi e storici dal 1961 – ancora in fase di sviluppo, sarà mandato in onda l’anno prossimo, in un periodo non ancora precisato.

«La vicenda del 2 dicembre – ha dichiarato il Prof. Vito Antonio Leuzzi durante la conferenza stampa di presentazione – è molto complessa e da quasi due decenni sta impegnando tutti noi come storici: dagli archivi sappiamo pochissimo, soprattutto sul ruolo che ha avuto l’Inghilterra in questa vicenda e questo documentario può aggiungere qualche tassello».

La ricostruzione documentaria, infatti, si basa sulle interviste di quattro testimoni, tre inglesi e un marinaio italiano. Dalle loro testimonianze espresse nell’anteprima, essi ammettono di aver giurato solennemente al governo britannico di mantenere segreto lo sviluppo della vicenda, fino a renderla del tutto oscurata nella storia della Resistenza.

Francesco Morra, ideatore del documentario, ne ha spiegato i motivi: «è una delle storie più segrete e sconosciute in campo italiano e internazionale perché dai documenti da noi esaminati risulta che fu talmente un’onta per gli inglesi che cercarono di segretarla in tutti i modi possibili».

Oltre alla misteriosità della faccenda, ci sono altri fattori che hanno contribuito alla decisione di narrare la tragedia del 2 dicembre: «sono gli ultimi anni che si ha la possibilità di intervistare testimoni ancora in vita, molti archivi cominciano ad essere declassificati e consultabili e la tecnologia permette di proiettare in alta definizione e di ricostruire la vicenda del modo più realistico possibile».

Sul ricordo del bombardamento si sono espressi anche il Contrammiraglio CP Salvatore Giuffrè e il presidente dell’Autorità portuale del Levante Francesco Mariani: entrambi hanno sottolineato il ruolo primario e determinante, anche se troppo spesso dimenticato, della città di Bari per la Liberazione italiana dai tedeschi.

«Abbiamo stimolato il “ricordo di pietra” della tragedia che ha colpito il porto – ha spiegato Francesco Mariani – con la presenza di monumenti e di lapidi perché molti avvenimenti vengono bruciati mentre noi dobbiamo rimanere legati alla nostra Storia: il Mar Tirreno l’ha sempre fatta da padrone e la parte adriatica non è mai stata ricordata, nonostante abbia contribuito alla Liberazione dell’Italia».

Dello stesso avviso, Salvatore Giuffrè: «dimostra che la Resistenza non è stata fatta solo sulle montagne del Nord, ma anche sulle coste del nostro Sud, per esempio a Molfetta ci sono ordigni che devono essere ancora bonificati».

Le prove delle battaglie e di quella che è stata definita “la più grande contaminazione chimica del mondo”, ancora evidenti ma tenute nascoste. Ancora per poco.

Marisa Della Gatta

 

 
 

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