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 Redazione di Bari
 
Immagine: © Egidio Magnani

Bari - Tra oriente e occidente con 'Green Card' il progetto di Roberto Ottaviano e Giorgio Vendola con il trio Boi Akih

05/06/2011

Greencard è il titolo del progetto originale di Roberto Ottaviano che accompagnato dal contrabbassista Giorgio Vendola, ha visto ieri sera nella suggestiva location di Santa Teresa dei Maschi, gremita in ogni ordine di posti, realizzarsi l’incontro con il trio olandese Boi Akih, composto da Monica Akihary (voce), Niels Brouwer (chitarra) e Sandip Bhattachraya (tabla e percussioni).

Un progetto decisamente ambizioso, il primo, così come ha tenuto a sottolineare lo stesso Ottaviano, tra PugliaSounds e l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi in Italia in collaborazione con il programma Dutch Italian Music Exchange e il Performing Art Fund nell’ambito di aspettando Bari in jazz, anteprima del festival barese che si terrà dal 28 giugno al 2 luglio 2011.

Una preziosa anteprima dunque, della preziosa kermesse di cui il talentuoso sassofonista è direttore artistico, nella quale l’incontro con altre realtà musicali diventa sempre più lo stimolo per la creazione di progetti e scambi interculturali e che ad ottobre verrà presentata in Olanda in tre rassegne jazz ad Amsterdam, Rotterdam e Utrecht. La passione di Roberto Ottaviano per la musica del mondo ben si sposa quindi con le sonorità etniche del trio orange Boi Akih, nel quale la timbrica calda e suadente della vocalist olandese d’origine indonesiana Monica Akihary si fonde simbioticamente con i colori e la ritmica delle tabla dell’indiano Sandip Bhattacharaya, dei fraseggi chitarristici dell’ottimo Brouwer e dei virtuosismi di Ottaviano e Vendola .

Sono circa le ventuno quando il concerto comincia, ed immediatamente il sound avvolgente del quintetto pervade all’interno dell’affascinante location . La voce morbida di Monica Akihary, che canta nella propria lingua paterna, la lingua di Haruku Island, sembra immediatamente ammaliare il pubblico, con un sound morbido ed espressivo. Il live si snoda tra brani di Ottaviano e del trio orange, alcuni dei quali realizzati appositamente per il progetto Greencard nell’ambito della residenza pugliese.

“Carta verde” appunto, proprio perché l’intera musica globale ci giunge dal pianeta, asserisce il maestro Ottaviano, dove la natura con i suoi colori è ispiratrice della nostra musica. Primo brano in scaletta “In audible words” nel quale le melodie latine del sax lirico e profondo di Roberto Ottaviano e del contrabbasso di Vendola creano il giusto apporto al viaggio musicale della formazione. Seguirà la briosa “ Potu lotu potu” con un’apertura corale di grande impatto emotivo a cui seguirà “ Centro dance” nel quale ai suggestivi effetti chitarristici ben si intersecano in un sapiente gioco di colori, le percussioni e le tabla del maestro indiano, quasi a voler simulare nel suo incedere ritmico una danza tribale.

Ma il concerto prosegue, dinanzi ad una platea decisamente attenta e coinvolta dagli sperimentalismi del quintetto, con “Incerto” che sembra rievocare un’arcana melodia, applaudito a scena aperta, e così ancora fino al gran finale, con pubblico in standing ovation, in un crescendo di emozioni. Un’ora e mezzo di grande musica, tra jazz d’autore, musica indonesiana tradizionale, blues e ritmiche arabe, a conferma che la grande musica, quella che sa giungere direttamente all’anima dell’ascoltatore, non ha davvero confini.

Claudia Mastrorilli

 

 
 

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