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 Redazione di Bari
 

Roma - POLLOCK PROJECT, perfetta sintesi di sperimentalismo, arte visiva e jazz rarefatto

10/03/2012

Ispirato nel loro album omonimo allo stile di Jackson Pollock, pittore statunitense, tra i maggiori esponenti dell’espressionismo astratto, il Pollock project (Trelune records ), nato dall’incontro tra il poliedrico percussionista e compositore Marco Testoni e il raffinato sassofonista romano Nicola Alesini (che vanta collaborazioni con artisti internazionali del calibro di David Sylvian, Roger Eno, Harol Budd,

David Thorn, Steve Jansen e Richard Barbieri) è davvero un elogio alla sperimentazione più pura, libera da ogni classificazione di genere. A completare il sodalizio artistico la presenza di Max Di Loreto, versatile percussionista proveniente dall’ industrial rock, che con la sua ampia gamma timbrica riesce ad arricchire di colori la performance del trio.

Presentato il 7 marzo scorso al prestigioso Auditorium Parco della Musica di Roma in un concerto sold out, Pollock Project rappresenta una tela bianca nella quale le originali sonorità orientali dei caisa drum (metallofoni di nuova generazione) e le oniriche melodie del sax e del clarino popolare di Nicola Alesini, in bilico tra jazz ed atmosfere nord europee, ben si fondono in un’alchimia sonora difficilmente definibile.

A sostenerli nelle loro improvvisazioni, loops elettronici ed installazioni video, in una miscela quasi surreale di suoni ed immagini. Di determinante importanza per il live, i riferimenti all’arte contemporanea che ben si evidenziano nel tributo a Marcel Duchamp nel brano “Unnecessary”, o a “Rivoli 59” dedicato alla fortunata esperienza degli squatter di Parigi. Fondamentali anche i riferimenti cinematografici come nel brano “ Songlian”, ispirato al celeberrimo film “Lanterne Rosse” di Zhang Yimou e quelli letterari, come in una “Una Rosa Mas o Menos” ispirato alla poesia di Pablo Neruda.

Non in ultimo il fondamentale apporto del videomaker Lorenzo Botticelli, del visual designer Marco Bacci e della pittrice Antonia Carmi, figlia d’arte di uno dei capostipiti dell’astrattismo italiano, che firma con i suoi preziosi acquerelli la delicata copertina dell’album. Da segnalare inoltre, come special guest nella performance live, l’intervento del pianista degli Aires Tango, Alessandro Gwis.

Un disco ed un progetto che, in un mondo sempre più preconfezionato, offre all’ascoltatore una dimensione sonora perfetta sintesi di jazz, contaminazione e raffinatissima sperimentazione nella quale l’arte, quella più pura ed autentica, diventa l’unico vero comune denominatore.

Claudia Mastrorilli

 

 
 

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