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 Redazione di Bari
 

11 dicembre - Pane e amianto: presentazione del romanzo di Giuseppe Armenise in sala consiliare - Bari

11/12/2013

Domani, mercoledì 11 dicembre, alle ore 18, presso la sala consiliare di Palazzo di Città, avrà luogo la presentazione di “Pane e amianto”, il romanzo edito da Poiesis e scritto dal giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno Giuseppe Armenise.
Sono previsti gli interventi del sindaco Michele Emiliano, del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, del presidente del Consiglio della Regione Puglia Onofrio Introna, dell’assessore all’Ambiente Maria Maugeri e dello scrittore e poeta Giuseppe Goffredo.
Modererà l’incontro il presidente dell’Ordine pugliese dei giornalisti Valentino Losito.


LA TRAMA

Il mito dell’amianto, minerale che tutto preserva per le sue caratteristiche indistruttibili, ha pervaso per oltre 50 anni il sogno industrialista dell’Italia che risorgeva dalle ceneri della seconda guerra mondiale.
Dieci anni dopo la fine dell’era “mitica” dell’amianto, nel 1995, uno studente in procinto di laurearsi in geologia scopre che la Fibronit, la vecchia fabbrica di Bari, abbandonata in mezzo alle case colpevolmente costruite tutt’intorno, è un’immensa discarica di rifiuti cancerogeni.
Dalla denuncia del caso Fibronit nasce un lungo percorso di riscatto civile, ma soprattutto di ricerca personale. C’è un misterioso patto che tiene insieme gli ex operai sopravissuti (e per quanto ancora?) e il destino futuro dei suoli della fabbrica abbandonata. Un patto che affonda le sue radici nell’illusione del progresso. Tanti si sono legati a questa promessa convinti di poterne ricevere protezione, conforto e un futuro per i propri figli. Ma il patto è un imbroglio e insieme una maledizione, che colpisce soprattutto chi si dimostra più fedele e leale.
In tredici anni di storia, viaggiando tra Bari, Matera, Broni, Casale Monferrato, Torino, Lecco, Bergamo e Milano, si intrecciano le vicende professionali e umane di un gruppo di persone (il Giornalista, il Biondo, il Baffo, lo Smilzo, il Sornione, l’Assessore e il protagonista, voce narrante). In principio sospettose l’una dell’altra, vengono chiamate quasi inconsapevolmente a stringere una catena di amicizia e solidarietà per fare i conti con una città lontana, ostile e spesso rassegnata. Una città che non vuole vedere i rischi ambientali e igienico sanitari ai quali, se non si intervenisse presto con una bonifica, almeno altre due generazioni sarebbero consegnate. Il mistero della Fibronit, alla fine, si svela solo grazie al senso della maternità e alla profondità del femminile. Sono madri, mogli, figlie e vedove delle vittime (quasi ormai 400 tra gli operai, ma a decine anche nella popolazione, tra coloro che non hanno mai lavorato alla Fibronit) a consentire - attraverso la loro testimonianza di vita capace di evocare una grande stagione di energia, amore, pietà e speranza - di risalire alle tante verità inconfessate e crudeli che appartengono agli uomini della fabbrica dell’amianto. Sarà una donna, dopo dieci anni di rivendicazioni, delusioni, tradimenti, tentativi di corruzione, sequestri e processi penali, a riuscire finalmente nel compito di riscattare le attese frustrate dei protagonisti e portare a compimento la bonifica. Un traguardo raggiunto dolorosamente, con decine di vittime lasciate colpevolmente per strada e consegnate alla memoria, ma al di là del quale si intuisce la possibilità della costruzione di un nuovo senso di comunità.

 

 
 

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